Prima di tutto: cosa significa kt
I carati (kt) indicano quanta parte di oro puro è presente nella lega: più il numero è alto, più la percentuale di oro è elevata.
L’oro puro, però, è naturalmente morbido. Per questo, per trasformarlo in un gioiello si lavora in lega (una miscela di metalli), così il pendente conserva profilo, bordi definiti e una buona tenuta nell’uso quotidiano.
In pratica, i kt non sono solo un numero: influenzano tono del colore, resistenza all’uso, posizionamento prezzo e anche la sensazione che il gioiello lascia al tatto.
La regola d’oro: prima il Paese, poi la caratura
Nel retail non si parte dal gusto personale, si parte da una domanda semplice: dove venderò questi pendenti?
Perché ogni mercato ha abitudini consolidate, aspettative chiare e spesso anche riferimenti normativi e commerciali. Infatti, qui entra in gioco una strategia molto efficace: proporre lo stesso design in più carature, in modo da coprire mercati e fasce di prezzo senza cambiare collezione.

18 kt: fascia alta e colore più pieno
L’oro 18 kt è la scelta classica per chi vuole un pendente con una resa ricca e una presenza “nobile”: è la scelta premium.
Il giallo risulta più caldo e intenso, il bianco più luminoso, il rosé più avvolgente.
È una caratura che funziona bene quando il pendente è vissuto come regalo “definitivo” o come simbolo da tenere negli anni.

14 kt: equilibrio tra resa e praticità
L’oro 14 kt è un ottimo compromesso. Mantiene una bella resa cromatica e un posizionamento di prezzo che si presta ad un assortimento ampio.
È utile quando vuoi una proposta “centrale” che ruoti bene su più canali e mercati.

10 kt: una scelta molto richiesta in alcuni mercati esteri
Il 10 kt è una caratura importante in diversi mercati internazionali, perché permette una proposta in oro con un prezzo più accessibile. Averlo nel proprio catalogo è utile quando vuoi coprire fasce d’ingresso senza cambiare stile o design.

9 kt: lo standard chiave per la Francia
Per la Francia il 9 kt è un riferimento consolidato, spesso la prima scelta a scaffale. Dal punto di vista del prodotto, offre un buon equilibrio tra contenuto d’oro e tenuta: la lega è pensata per un uso frequente, con pendenti che mantengono profili e finiture in modo affidabile. Avere il 9 kt nel proprio catalogo non è “un’opzione in più”: è il modo più diretto per allinearsi alle aspettative del mercato.

Oro 8 kt: pratico, accessibile, quotidiano
L’oro 8 kt è una scelta molto concreta. Ti permette di avere un pendente in oro ad un costo più contenuto. Ha senso quando l’obiettivo è spingere su accessibilità e rotazione, mantenendo comunque un prodotto in oro. È una leva utile per completare la scala di prezzi e intercettare acquisti più immediati.

Ag 925: e se il cliente chiede argento?
Nel nostro catalogo proponiamo anche gioielli in Ag 925 (e per alcuni prodotti anche Ag 800): un modo efficace per allargare la proposta su una fascia diversa, con un effetto visivo più nitido e una scelta spesso più immediata al primo acquisto.
Cosa cambia davvero in un pendente
Senza entrare in formule, ecco gli aspetti che contano quando scegli la caratura:
Un consiglio pratico per rivenditori e importatori
Se lavori su più paesi, costruisci una proposta “a scala”: stesso pendente, più carature.
Così non stai scegliendo una caratura: stai costruendo un assortimento che parla a mercati diversi.



